La Scuola Media obbligatoria fu istituita a Corleto nell’Ottobre del 1960; anche se, a dire il vero, già nel 1934, per due anni, operò a Corleto il Ginnasio, istituito dall’Associazione Nazionale Diffusione della Cultura.
Il primo preside della Scuola Media fu, fino al 1963, Fernanda Mazzamurro. Seguì poi alla presidenza Aminda D’Onofrio fino al 1980. Un avvicendamento di presidi, con cadenza pressoché annuale, caratterizzò gli anni ’80 fino ad arrivare al 1996, quando ad assumere la presidenza è Giovanni Robertella, attuale Dirigente.
Per il primo anno la scuola fu ospitata in via Comitato, poi fu trasferita in via Nazionale, dove rimase fino al 1972, quando passò in via Boldoni, in attesa della definitiva sistemazione, nel 1978, nell’attuale edificio.
La preziosa foto a fianco ritrae le prime alunne della Scuola Media, tra le quali non è facile, ma neanche impossibile, riconoscere i volti di persone a noi familiari. Si possono distinguere: Antonietta Montano (in basso a destra) e Isabella Santoro (la terza in alto), rispettivamente insegnante e collaboratrice scolastica, tuttora in servizio presso la nostra Scuola.
Quante cose sono cambiate! Gli edifici, l’abbigliamento, i metodi d’insegnamento e di apprendimento, il modo di vivere la scuola: sicuramente più composto e timoroso il loro, più aperto e vivace il nostro…ad unirci, però, c’è un immutato senso di appartenenza alle nostre radici, la gioia e l’entusiasmo di vivere, la voglia incontenibile di essere migliori.
Attualmente la Scuola Media ospita 97 alunni (divisi in due sezioni e sei classi) e guarda con rassegnata nostalgia ai tempi in cui ne accoglieva ben 199! I suoi ospiti possono, in compenso, ritenersi molto fortunati visto che dispongono di una biblioteca ben fornita e dotata di un televisore accessoriato, di vari laboratori: il laboratorio di informatica con 22 postazioni, il laboratorio di artistica e, infine, il laboratorio musicale, tra i più attrezzati della regione, un vero gioiellino!. La mancanza di una palestra è, forse, l’unica nota dolente, poiché assoggetta l’educazione motoria alla meteorologia; in compenso, nei periodi di bel tempo, si utilizza per l’attività il vasto spazio antistante all’edificio. Fin qui la storia…
…oltre c’è la speranza e la voglia di riuscire a mantenere fieri, vivi e vibranti le menti e i cuori della nostra Comunità.